I primi due anni a Scienze e Tecniche Psicologiche per me sono stati l'equivalente di : lavoro, indipendenza, piccole soddisfazioni universitarie, una vita con il piede schiacciato sull'acceleratore, ...
Tuttavia, dove lavoravo (una grande palestra del centro di Milano) non c'era la possibilità di prendersi dei giorni per andare a sostenere gli esami, teoricamente li potevo chiedere, ma poi tra il dire e il fare...c'era sempre bisogno di una figura che svolgesse la mia mansione ed essendo solo in due per coprire un turno molto lungo...insomma era necessario fare i salti mortali i giorni degli esami e spesso ero costretta a rimandarli.
Con lo studio sono sempre stata un pò perfezionista. Dico solo questo e penso possa bastare per far comprendere con quanta ambivalenza vivessi il dovere e il volere... Avrei voluto poter studiare di più, prender voti più alti, aver una miglior performance... Non necessariamente dare un numero maggiore d'esami, ma curarne di più la qualità.
A settembre 2008 chiudevo il primo anno abbastanza bene. Mi erano piaciuti soprattutto i corsi di Psicologia della personalità e Percezione...o meglio i libri e le slides dei corsi (perché non potevo frequentare).
Per il secondo anno, anche se un pò a malincuore, lasciai il posto di lavoro tenuto per quasi due anni e ne trovai uno come segretaria part time in uno studio medico.
Venni assunta con un contratto di un anno e mi sentii finalmente più tranquilla per l'università.
Allo studio medico si trattavano le patologie del sonno e essendoci la presenza di due psicologhe, vidi un pò di attività clinica 'dal vivo', peraltro svolta da un interessante team multidisciplinare. La neurofisiologia mi attirava sempre di più, iniziai a cercare informazioni per la specialistica al San Raffaele in Neuroscienze Cognitive.
Altro DILEMMA. Se finivo il corso in Bicocca, con quel curriculum (psico-sociale), avrei avuto troppi crediti da recuperare alla specialistica.
Quindi 'cuore in mano'... due mesi di riflessioni, al termine del contratto lavorativo...mi congedai, non solo dallo studio medico...ma dal mondo del lavoro!
Dovevo andare al San Raffaele a concludere il triennio, ottimizzare il mio piano di studi, in modo di renderlo piu' neuroscientifico e più clinico al contempo.
Dovevo andare al San Raffaele a concludere il triennio, ottimizzare il mio piano di studi, in modo di renderlo piu' neuroscientifico e più clinico al contempo.
Mi buttai in un sistema diverso. Mi cambiò la vita, un altra volta! Che fatica...psicologica più che altro!
NEL OTTOBRE 2009 ERO DI NUOVO STUDENTESSA A TEMPO PIENO. Lo desideravo? Non proprio... Lo ritenevo necessario? Si.
PER LAUREARMI AVEVO ANCORA 20 ESAMI DA DARE. IN DUE ANNI DOVEVO FARCELA ASSOLUTAMENTE! COSì è STATO! MA HO DOVUTO PARCHEGGIARE TUTTA LA MIA VITA SOCIALE.
Coltivare comunque, nei limiti della 'disoccupazione' la mia vita privata e rimandare amici, uscite, shopping... TAGLIARE IN TUTTI I SENSI...per non sforare nei tempi, per non sforare nei confronti di quanto gia' i miei mi conferivano, e per mantenere il focus e le energie su cose produttive.
Coltivare comunque, nei limiti della 'disoccupazione' la mia vita privata e rimandare amici, uscite, shopping... TAGLIARE IN TUTTI I SENSI...per non sforare nei tempi, per non sforare nei confronti di quanto gia' i miei mi conferivano, e per mantenere il focus e le energie su cose produttive.
CE L'HO FATTA : IN 2 ANNI HO CHIUSO, prendendo un bel 104. Tesi in neuropsicologia: "Il cervello bilingue. Aspetti cross linguistici nel funzionamento normale e nella patologia".
...continua...

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