Passa ai contenuti principali

Dalla Neuropsicologia, alla Psicologia Giuridica... PRIMA PARTE

Una delle prerogative dei giovani del XXI secolo è la flessibilità. Siamo stati educati a perseguire i sogni, a sviluppare le nostre ambizioni. 
Da una parte il vasto ventaglio di scelte, dall'altra la realtà dei fatti dello scenario italiano, che si stringe sempre di più "ad imbuto"...in moltissimi settori. 

Il mio primo amore all'interno degli studi psicologici è stato il ramo neuropsicologico. 
Per spiegare di cosa si tratta, a chi non se ne intendesse, trascrivo la spiegazione che ne da Wikipedia...
"La neuropsicologia si caratterizza per il suo obiettivo di studiare i processi cognitivi e comportamentali correlandoli con i meccanismi anatomo funzionali che ne sottendono il funzionamento.
Si basa sul metodo scientifico e condivide il punto di vista del processamento dell'informazione della mente tipico della psicologia cognitiva (o cognitivismo).
La neuropsicologia si inserisce nel settore delle neuroscienze, ed ha aree di sovrapposizione con la psicologia, la neurologia, la psichiatria e le reti neurali.
I neuropsicologi lavorano nelle università (ricerca di base e applicata), in cliniche o ospedali (coinvolti nel trattamento di pazienti con problemi neurologici e neuropsicologici)."


Pertanto come si può evincere è un area ambiziosa, dove l'oggetto di studio è il funzionamento cerebrale. Esiste un ramo più legato alla ricerca neuropsicologica e un ramo clinico. Il primo utilizza le tecniche di neuro-immagine e altre metodologie neurofisiologiche per indagare l'attività cerebrale in diversi campioni di pazienti. Il secondo corrisponde all'applicazione delle conoscenze della neuropsicologia sperimentale alla clinica, dunque alla diagnosi, gestione e riabilitazione dei pazienti con deficit cognitivi, successivi a malattie o danni cerebrali di tipo vascolare o traumatico. In particolare vengono esaminati i pazienti per diagnosticare e migliorare le funzioni specifiche lese come ad esempio linguaggio, attenzione, percezione, cognizione e comportamento.

La seconda declinazione fu la mia prima vocazione all'interno della psicologia. 

Limiti: è un settore dove il medico ha la responsabilità e il potere decisionale finale, un settore dove 'per lavorare' (cioè per aver contratti più solidi di quelli che talvolta alcuni psicologi possono reperire) occorrono concorsi pubblici e per fare i concorsi devi esser "psicoterapeuta" (non importa se nella scuola di psicoterapia non vi saranno insegnamenti neuropsicologici...ma questo è il livello di formazione necessario). La neuropsicologia clinica, oggi in Italia, viene perfezionata da un punto di vista operativo-pratico attraverso dei master biennali di 2 livello. Ma essi non rilasciano un titolo specifico, se non quello di "esperto in neuropsicologia. Non ti ammettono al livello di formazione superiore di "psicoterapeuta" e quindi non ti permettono di partecipare ai concorsi pubblici.
L'apertura di due scuole di specializzazione universitarie non ha aiutato molto il settore, nel senso che offrono una 15ina di posti in tutta Italia e sono Full Time, quindi impediscono allo psicologo già iscritto all'albo di lavorare. Per di più pur essendo specializzazione clinica, non vieni retribuito in nessun modo. Insomma un'utopia per una persona adulta che necessità di un attività lavorativa (anche non nel settore). 

In Italia andrebbe fatto molto per salvaguardare e definire meglio la figura professionale del neuropsicologo o da un punto retributivo durante la specializzazione (come avviene nelle scuole di medicina) oppure liberalizzando la formazione privata e consentendo la formazione di esperti riconosciuti e abilitandoli ad una professionalità specifica. Molto probabilmente nei prossimi anni qualcosa si muoverà. La formazione è già ottima, ma la poca offerta, e le contraddizioni del post lauream non aiutano. A meno che uno studente non abbia molto tempo e soldi da investire, oppure ancora la mobilità di poter andare all'estero, nell'intento o di farsi curriculum o di rimanerci. 
Inoltre, come è successo per la diagnosi e il trattamento dei Disturbi dell'apprendimento in Età evolutiva, nuove normative stanno cercando di pareggiare le attività nel settore privato, alle attività nel settore pubblico. 
Lo psicologo non può più far nulla in maniera indipendente, pur essendo inserito in una rete di professionisti. Ma deve esser inserito in un team multidisciplinare. Anche se ha uno studio privato non può eseguire una tappa della diagnosi da solo, ma si necessità della compresenza di un equipe. 

Tutto ciò ha sicuramente il fine di controllare la qualità dell'offerta, non potendolo fare in altro modo. Tuttavia vincola lo psicologo nelle sue "specifiche mansioni deliberate del codice deontologico" e priva della fiducia un buon professionista che sapendo lavorare, non si permetterebbe mai nei casi necessari di firmare una diagnosi, se c'è necessità di altre valutazioni o di proseguire indipendentemente, quando sono necessari altri training riabilitativi.

Dunque diciamo che l'area dei disturbi psichici o comportamentali, correlati a disfunzioni/lesioni cerebrali è in una fase di transizione per gli psicologi.... e per quanto mi riguarda è stato meglio, in un ottica molto molto realistica, direzionarmi altrove, nonostante le conoscenze già acquisite. 

Cosi si è strutturata sempre di più l'idea di operare nel privato, aprire un mio studio, seguire dei master in un settore dove lo psicologo non ha tutti questi vincoli (per di più) burocratici. Un settore che ha con la mia personalità dei punti in comune che presenterò nel prossimo post: la psicologia giuridica e della mediazione familiare.


...continua... 

Commenti

  1. Riforme di legge + persone che hanno creduto in me.. ed eccomi di nuovo verso l'obiettivo "neuropsicologa". :)
    Ho cambiato anche il master settimana scorsa, che sarà sui disturbi specifici dell'apprendimento e disturbi cognitivi dell'età evolutiva. Lo comincerò a gennaio. Insomma...pur ponendomi sempre con un attenzione alla multi-componenzialità degli esseri umani, il focus della mia attenzione ora è tornato ad esser quello che è stato per ben 4 anni...e ne sono contenta!

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Differenze tra Psicologia Giuridica - Psicologia/Psicopatologia Forense e Criminologia...

PSICOLOGIA GIURIDICA. Ne ho già parlato tanto nel post precedente. Sintetizzando posso dire che essa ha il peculiare obiettivo di descrivere il profilo psicologico risultante dagli aspetti intellettivi, personologici ed attitudinali del soggetto su cui viene effettuata una perizia, in rapporto alla sua posizione giuridica (in rapporto al ruolo rivestito nella famiglia, nella scuola, nel mondo del lavoro e delle professioni e nella società). E' chiamata principalmente a descrivere la storia personale (profilo psicologico) delle persone coinvolte in procedimenti giudiziari, al fine di indicarne i dati comportamentali e sottoporli al vaglio dell’autorità giudiziaria incaricata del processo civile o penale. Ha un ulteriore risvolto, quello della mediazione/conciliazione che è utile per ridurre i conflitti, permettere negoziazioni prima dell'inizio del vero procedimento legale. Le professioni principali sono quella del Consulente Tecnico d'Ufficio, Consulente Tecnico di Parte, ...

Prenditi il diritto di sorprenderti!

Se una persona con un idea o un progetto mi chiedesse un parere sul perseguirlo o meno, gli direi: " se non porti via nulla a nessuno, se nessuno ne soffrirà e se lo senti nelle tue corde, fallo-perseguilo assolutamente...se poi non andrà almeno avrai provato! "...  e dopo aggiungerei:  " ma si pronto ad esser criticato, attaccato, ignorato, svalutato, sii pronto e preparato, non stupirtene mai...di persone cosi ce ne saranno sempre e saranno sempre pronte a dire la loro, anche quando non è il loro ruolo...ma non perché tu sei tu, ma solo perché tu hai osato! E queste persone lo farebbero con chiunque! ... D'altro canto scoprirai persone davvero magiche con le quali (perché no) condividere le differenti emozioni che ti attraverseranno ".  Lo direi anche ad un mio futuro figlio. Come nel film "La ricerca della felicità", quando il padre dice al figlio:nbsp; "Non permettere mai a nessuno di dirti che non sai fare qualcosa. S...

A quale pubblico si rivolge PSICOFISIOMED?

TARGET PSICOFISIOMED  PSICOLOGIA PSICOLOGIA ETA' EVOLUTIVA Bambini con difficoltà scolastiche (sia di ordine cognitivo, che relazionale). Bambini con Disturbo Specifico dell'Apprendimento (Dislessia, Discalculia, Disortografia, Disgrafia). Bambini con disordini del NeuroSviluppo (es. Autismo, Ritardo Mentale,...). Dr.ssa Silvia Colizzi, (Psicologa esperta in DSA e Neuropsicologia) Dr.ssa Eleonora Castelli (Logopedista). PSICOLOGIA ETA' ADULTA Soggetti con difficoltà relazionali in famiglia, nell'ambiente lavorativo, in altri contesti della vita quotidiana. Adulti con difficoltà cognitive (memoria, attenzione, comprensione,...) a seguito di traumi cranici, ictus, malattie neurodegenerative.  Soggetti che avvertono un disagio specifico nella sfera dell'umore, del pensiero, della percezione di sé e degli altri. In questo caso verrà' effettuata psicodiagnosi del disturbo, restituzione e proposta di un percorso di Sostegno Psicologico, per...