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Tra speranze, illusioni e salti nel 'vuoto'...un vuoto che spero ritrovi presto consistenza...

Ci sono giorni come altri e questi sono davvero tanti... e poi arriva un giorno in cui qualcosa cambia e tutto ciò che abbiamo fatto fino a quel giorno, comprese le cose tanto penate e sudate, acquistano nuove sfumature. 
Diciamo: "bene ora tocca a me"... può esser un nuovo amore, un lavoro, una svolta importante...mille cose possono farci sentire per un momento al centro, prima di tutto del nostro mondo.
In quel momento ripetiamo a noi stessi che non esisterà più sfortuna, almeno non in quel settore della nostra vita e non ci dovremo più sacrificare, accompagnati dai mille dubbi sul fatto che il sacrificio valga o meno la pena. La ruota è girata a nostro favore, finalmente! Quindi è tempo di raccogliere, pur continuando a seminare. 

C'è ancora quel momento in cui si pensa al 'domani'. La regola del presente vale in età adulta...in fondo è l'unico attimo che abbiamo e di cui disponiamo davvero. Ma la realizzazione di noi è sempre oltre al nostro pensiero più coraggioso ed è spesso posta nel futuro...
Tanti ci proveranno a rubarci quel futuro, per svendercene un altro.
Fino a ieri avevamo dei sogni, ci fermavamo a riflettere sulle possibilità future, osservando un tramonto o un muro bianco non importa, o prima di dormire... Piano piano tutto acquisiva tonalità più sfumate per in fondo la lunga attesa, si sa, toglie la gioia. Ma c'è un giorno in cui si apre una porta...e il nostro spirito si riempie di nuova energia, per un attimo osserviamo tutto dal punto più alto del cielo...come sospesi nel momento in cui la ruota girando, ci permette di aver una vista completa, sino all'orizzonte.
Saliamo,saliamo....arriviamo in alto ma la ruota non si ferma...scendiamo, scendiamo...attendendo la prossima volta in cui saremo nel punto più alto per fermare quell'attimo il più a lungo possibile.
Ora osserviamo due scenari...
Il primo riflette la possibilità che passato il momento 'clou', ci si assesti su un livello di maggior equilibrio emotivo, di stabilità interiore ma comunque rinforzata da una buona dose di forza e di autostima. Non stiamo più volando, ma stiamo proseguendo verso un momento di forte realizzazione. Può avvenire prima di andare a vivere insieme al nostro partner, o attendendo il matrimonio, può accadere prima di iniziare un lavoro che sognavamo da tempo, o anche solo un esperienza che prima non potevamo realizzare. E' comunque un momento molto bello, siamo in contatto con le nostre risorse al 100%, siamo più o meno aperti agli altri, in base a caratteristiche nostre...c'è chi, quando è felice, si apre al mondo intero, c'è chi si dimentica di tutti. Al di la' di queste due polarità estreme, è molto probabile che, in ogni caso, vedremo le persone care dimenticandoci di difetti, litigi, diatribe passate...perché in fondo non ne vale la pena! E' un momento in cui possiamo infondere fiducia negli altri: "se ce l'ho fatta io, puoi farcela sicuramente anche Tu".
Il secondo, invece, riflette un grande cambiamento nello scenario ed è costituito da un passo indietro dello scenario stesso, da una sua regressione alla linea di base. Ma tornare indietro non ripristina lo stato d'animo precedente, perché tornare indietro quando si è vista 'la possibilità, non è come esser ancora fermi in quella fase in cui non la si conosceva ancora, o la si sognava solamente. Questo scenario prende il nome di delusione se la possibilità viene totalmente a mancare...o di incertezza se ci sono cause di forza maggiore che rimescolano le carte e non rivelano più la stessa chiarezza di prima.
Ed ora eccomi qua...a vivere il secondo scenario...
Meglio una delusione netta o un dubbio profondo?
La domanda è: "era forse meglio vivere il sogno?". Se sogni e nessuno ti promette niente...continui a sognare anche se le cose intorno cambiano o scegli di svegliarti e basta...molli tutto e fai qualcosa di più semplice.
Se invece inizi a non sognare più, ma non per scelta tua, poi tornare a dormire è impossibile. Vuoi la verità e la vuoi ora, perché il tempo del "limbo" è finito.
Il rammarico è ancor più forte perché non puoi esternare più di tanto, sembrerebbe presunzione. Il rammarico cresce di fronte al fatto che molte persone, sulla base di poche confidenze, banalizzino parecchio. Preferirei una pacca sulla spalla, preferirei sentirmi dire "che sfiga", cioè la verità! Non mi piacciono le banalizzazioni, i paragoni fatti solo per consolare, non mi piacciono i consigli 'alternativi' perché io non sono 'delusa', sono solo in 'attesa' e ancora ci credo...ma il rischio di delusione è alto, visto lo scenario!
Tuttavia punto tutto e la rischio, perché potrebbe restituirmi una soddisfazione che non nutro da anni, o che forse, non ho mai nutrito.
E' un post criptico, perché contiene fatti personali. Ma nella sua prima parte, questo post disegna uno spaccato di realtà che può capitare a tutti noi, "disillusi in partenza" a parte!
Io ho deciso di saltare...o la va' o la spacca!

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